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lunedì 24 ottobre 2011

attesa creativa

momenti di grande lucidità, quasi raggi luminosi che attaccano una cosa a un'altra e a un'altra e poi resti a chiederti: è davvero così semplice? e perchè non l'ho capito prima? la prima risposta è no, di semplice non c'è niente, le illuminazioni semplificano ed evidenziano ma poi tutto torna complicato e contorto, e aggiungo anche per fortuna sennò sai che noia e che meccanicità. la risposta due è perchè no. le cose si capiscono quando è il momento di capirle e quando c'è abbastanta tempo e spazio, ovvero un vuoto dove farle girare. tipo una fermata dell'autobus, per quanto mi riguarda.

venerdì 8 gennaio 2010

perchè cestinare una foto sbagliata se puoi farci un post?

Tevere in piena. sì lo so, era il caso di mettere a fuoco. ma uno non sempre ha voglia di vederci chiaro. dico in generale eh, nulla contro il fiume, anzi per i fiumi nutro una passione smodata. il che potrebbe tornare utile quando le alterne vicende della vita mi porteranno a dimorare sotto un ponte, per dire. tutto può servire insomma, persino un momentaneo appannamento. momentaneo!
se si sente una nota di ottismo non era voluta.

martedì 8 settembre 2009

non cederemo alle provocazioni di codesto roscharch

qualche giorno fa il subfidanzato, questo personaggio bizzarro che bizzarramente mi accompagna, viene omaggiato di un rullino scaduto dalla confezione variopinta e me lo mostra orgoglioso..

sub: oh guarda c'è anche un disegnino!
subfidanzato: bello eh?
s. : delle goccioline di sangue.. chissà perchè?
s.f. : ma sono due cuoricini!
s. : ah
s.f. : ...
s. : che persona orribile che sono.
s.f. : e per di più orba!io qua ci vedo una macchia, sia messo a verbale.

lunedì 16 marzo 2009

la primavera, nonostante tutto

io che non ci credo mai e che trovo ogni scusa per perdere le speranze, devo tenerlo a mente che persino un mezzo sacco di terra lasciato a prender pioggia su un balcone può dar vita a qualcosa.. erbacce? questione di punti di vista, io ci vedo un regalo della natura, come questo sole che dopo tanta latitanza pare tornato solo per consolarci. e oggi che mi sento un po' anch'io un sacco abbandonato, mi rinfranco col sogno di un futuro fiorito.
con dedica a M.

venerdì 12 dicembre 2008

volemose bene (no, non mi sono drogata. forse dovrei.)

la fatica di trovar senso alle cose diventa più faticosa con le cose senza senso. o forse no. forse tutto si fa più semplice, si riduce all'essenziale piacere di sentire il tuo respiro, che magari si affanna ma comunque è lì, e che serve di più? persone, sorrisi larghissimi o appena accennati. farsi consolare dopo un malinteso, dividere un pezzo di cioccolata con un vecchio amico, brindare alle gioie di altri che sono indiscutibilmente anche proprie. magari sarà un po' come ammonticchiare sacchi di sabbia in attesa della piena, ma chissà che non bastino a proteggerci. e poi forse ne sarà valsa la pena comunque.

venerdì 13 giugno 2008

venerdìtredici

stavo pestando una pizza tornando a casa, non una merda una pizza. bah. porta fortuna? pare che certi fumettisti americani oggi non lavorassero causa venerdì 13, a quanto pare la prendono sul serio. cattiva sorte.. forse anch'io avrei fatto bene a non uscire di casa oggi. scopro solo ora del transito ostile di venere, opposto a nettuno di nascita, andrebbero letti al mattino gli oroscopi. tutte cazzate. comunque è andata, anche se continuo a non capire, cerco una definizione condivisa di parole pesanti e ininfluenti. ho ancora domande. mi fa fisicamente male il cuore, eppure sono contenta di averne uno. e mi sento la coscienza a posto.
non dovevo scriverlo questo post.

lunedì 9 giugno 2008

il mondo fa schifo e io ho bisogno di una vacanza

sto dormendo in piedi, compiti non finiti e nessuna forma di concentrazione.
"una prospettiva relazionale innovativa ed efficace.."
sì come no, applichiamo diligentemente la perfetta teoria comunicativa e tutto funzionerà. dovrei scrivere di queste cazzate, ma non ho umore da menzogna stasera. la tv in sottofondo, con delicato tempismo, mi regala l'ultimo bacio, che non solo è un film brutto, banale e saccente, ma crea in me un fastidio quasi fisico. ragioni imperscrutabili, o forse scrutabilissime ma che non ho voglia di scrutare. non ho voglia di giustificare le mie reazioni irrazionali, l'umore d'improvviso rabbuiato, l'allegria fuori luogo, la stanchezza, l'ottimismo immotivato.
magari è vero, meglio star soli. una tana inaccessibile al mondo.
vuoto o pace, dipende dai punti di vista. non ti mancano le cose che non desideri.
ma io ora ho sete.

mercoledì 7 maggio 2008

costumi di scena

mi riprendo da uno stato pietoso, vorrei che fosse l'ultima volta. intanto mi capitano in mano vecchie foto, la mia faccia in mille forme, le metto a posto e lascio posto per quelle che verranno. coincidenze. ma anche così riorganizzo il passato, e cambia mentre lo guardo, ne faccio un pupazzo deforme e annodato, costretto in sè. forse è questo fantoccio nero, buttato accanto al letto in attesa di essere finito, a fare nero l'umore. forse è l'anima, nera da sempre, che rigurgita se stessa. o il poco peso dato alle mie parole, poche e non credute. d'altra parte non sono interessante, l'ho sempre pensato. "e chi sono le persone interessanti secondo te? quelli che fanno teatro?" mi rispondeva qualcuno anni fa per convincermi che si può essere interessanti in molti modi. ed ero e sono d'accordo, ma forse non abbastanza, se è vero che negli ultimi giorni mi sono trovata più volte a dire "no no ma che teatro! recito in uno scantinato!". così, per sicurezza.

domenica 13 aprile 2008

al voto!

a breve mi recherò al seggio. si tratta, nel mio caso, di attraversare la strada e non è quindi un grande sforzo fisico, indubbiamente. votare invece è sforzo più impegnativo. seguire domani i risultati sarà ancora più dura, per non dire del futuro del paese.. ma preferisco non pensarci.
intanto dal mio punto di osservazione privilegiato (la finestra del salotto) posso notare una discreta fila di elettori, si era parlato tanto di astenzione invece.. chissà che votano, se votano utilmente, se votano o scarabocchiano, chissà? che poi dicono che se annulli o lasci in bianco è come votare chi prende la maggioranza, sarà. mi è arrivata una mail che consigliava a chi volesse non votare per protesta di andare al seggio e far mettere a verbale che rifiutava la scheda, niente da dire. io però non ho alcuna intenzione di non votare, ci mancherebbe, ma posso far mettere a verbale che mi rode il culo?
mo scendo a chiedere.
RICORDI DI CAMPAGNA ELETTORALE
roma, 9 aprile 2008. nei pressi del cimitero

sabato 29 marzo 2008

la tinta unita è più che altro un concetto astratto

mi fermo sul ponte.
nonostante le urgenze al di là del, nonostante non ci sia nulla da vedere. mi fermo e guardo, dall'alto, sospesa sul fiume che scorre, punti luminosi segnano l'accennato incresparsi dell'acqua torbida.
i miei capelli fanno il paesaggio a righe - ed erano corti poco più di un anno fa- lana verde, mano, marmo, gabbiani e righe di sole sulle lamiere, righe di nuvole e di pensieri. e l'occhio che tutto sa ricomporre.

sabato 15 marzo 2008

buonanotte

fonti ben informate mi dipingono come una pazza. mi conviene confermare per scoraggiare ulteriori indagini, che d'altronde non potrebbero che avvalorare l'ipotesi. resta poi da decidere se questo sia un bene o un male, ma non tocca a me. c'è da dire però che, cosa rara in verità, io della mia follia sono consapevole. ci sono persone che hanno paura della propria ombra ma sono in grado di dimostrare che tutto ciò è pienamente razionale, sono in grado di convincersi di aver ragione e magari anche di vivere bene. io non vivo bene, mai vivrò bene credo, ma non smetto di provarci. senza speranza eh, tranquilli, per me la strada è sempre dissestata, storta, in salita o sbarrata da un cancello. ma non è anche questo un punto di vista? dico, è così grave? io mi detesto, è vero, ma se devo essere sincera ancor più detesto gli altri.
beh, è tardi, e sono stanca da stamattina, la chiudo qui.

martedì 23 ottobre 2007

dei rumori molesti

sgraziato vociare di gioventù sotto le mie finestre.
"l'adolescenza è una malattia che il tempo può guarire" diceva il buon Winnicott. "che si curino in appositi ricoveri lontani dalla società!" aggiungerei io.

chiedo scusa, ma talvolta la tolleranza è impresa faticosa.
volevo scrivere il miglior pezzo della mia carriera bloggheristica, ma non riesco a concentrarmi con questa caciara.
più probabilmente non scrivo il miglior pezzo della mia carriera bloggheristica per incapacità, ma perchè ammetterlo se si trova qualcuno da incolpare?
medito sull'utilità dei capri espiatori, sui tempi che non è giusto forzare, sugli incastri che a volte funzionano, pian piano, all'improvviso, dandosi il tempo di guarire.
medito e non scrivo.
intanto inizia un avvincente due-contro-due con un pallone in miniatura e qualcuno sostiene che una tizia, il cui nome rigorosamente bisillabico non riesco a distinguere, abbia le corna.
si aggiungono clacson, un'ambulanza in lontananza.
io vado a fare due passi.
tanto alla fin fine un post l'ho messo in piedi anche stavolta..

martedì 2 ottobre 2007

stasi

mi sento così immobile che non riesco a stare ferma
un'azione si misura nei risultati che produce?
rivoluzioni lente,
a un certo punto la speranza comincia a puzzare di illusione,
nostalgia di cose mai avute.
frenesia, non mi rassegno alla mia non-onnipotenza.
eppur si muove, no?















vignetta di Massimo Bucchi

mercoledì 26 settembre 2007

sono autosufficiente

voti bassi
l'autopercezione.
beh sì dài, oggettivamente.. no?
"lo vedi che sei tu che ti tiri sempre le mazzate sulle gambe da sola?"
in effetti, riflettendoci..
quindi basta
1, 2, 3: SONO FICHISSIMA!
l'autoconvincimento.
perchè dice che basta crederci, dice che tutto è soggettivo, dice che è tutta una questione di atteggiamento, dice.
dice l'autostima, l'automotivazione, l'autochiarificazione, l'automobile probabilmente.. sì, anche l'automobile aiuta.
l'autonomia?
sono stata chiara?
oh, emme, dico a te: ci siamo capite?
...
mh,
e gli altri? qualcuno mi ha capita?
se qualcuno per caso mi ha capita, gentilmente, mi spiega pure a me?
no però dài, in fondo mi voglio bene.

giovedì 20 settembre 2007

martedì 28 agosto 2007

più della meta conta l'andare

pazienta, è il transito ostile di marte, passa presto.
ah ecco, si spiega tutto.
si sta meglio quando intorno scorre il paesaggio.
tutti mi dicon maremma maremma
ma a me mi pare na maremma amara
dolce soggiorno in maremma invece, dolce la festa, gli incontri.
lo sposo che scorda le fedi in albergo, lo zio che scorda i nomi dei suoi figli.
talvolta penso ai miei geni e mi vengono i brividi.
"ma dieci ci siamo? ho prenotato il campo per le otto.." cioè tu vuoi giocare a calcetto il giorno del tuo matrimonio? non trattengo un incredulo e scandalizzato MA SEI SCEMO? (ma sono ammirata, ora lo confesso) "sì ma parla piano, Giulia ancora non lo sa"

perchè quello di tua sorella è ancora il primo bicchiere?! e io quanti ne ho bevuti? "ho perso il conto" mi risponde il fedele mescitore. e poi eccomi affrontare il brecciolino in scioltezza, tacco sette, bambina in braccio, francamente brilla, ma cammino dritta (o almeno mi pare) ostento sicurezza e mi compiaccio del mio equilibrio. i complimenti ai suonatori. un giro in altalena, chi mi spinge? "allora ci vieni a trovare?"
un coro di ti trovo bene, dopo i primi smetto di negare, direi quasi che mi lascio convincere. ma non è solo la mia capacità di trarre in inganno, subdolo scherzare che simula la gioia di vivere che non ho. no, forse non è solo questo. mi viene il dubbio ed è un piacere.
chi ha trascorso del tempo con te tempo fa non ti ha scordata e ti ritrova con piacere, perchè te ne sorprendi? chi ti ha vista sull'orlo di un burrone è felice di vederti viva. vuoi essere l'unica a non ricordare? sicura che ti convenga? va bene, sentilo e dillo tutto quello che non va, non dico di sederti e ascoltare beata il tuo cuore che batte come se non servisse altro, disperati e lotta per quello che manca, è un tuo diritto, e dovere. ma guarda anche quello che c'è. guardala ogni tanto la strada che hai fatto, l'hai fatta tu. e non era una comoda autostrada, non mentire. guardala bene, sconnessa e inutilmente tortuosa, e non te ne vergognare più, abbandona la tua evasiva autoironia e raccontala con orgoglio. lo vedi dove sei arrivata? sei così sicura di non valere nulla? i conti non tornano..
annuisco, ma le viscere restano annodate.
pazienta. pazienza e speranza.
mi do anche ragione, almeno un po', ma non dico nulla per non darmi soddisfazione, resto una grandissima stronza non c'è niente da fare.

venerdì 27 luglio 2007

non si preoccupi

le braccia intorno alle ginocchia, e sopra il mento. lo sguardo che non guarda il non molto che c'è da vedere. "giovanotto!" una voce sorprende Guido alle spalle, sobbalza e si volta in un unico gesto, è tentato di alzarsi. "che fa qui?" continua l'uomo, come un tono di rimprovero nella sua domanda, o almeno così lo avverte Guido che non sa cosa inventarsi per giustificare la sua posizione. "avrà freddo.. è qui da solo? come è arrivato?" scuote la testa perplessa e non trova come rispondere, si guarda intorno per cercare la strada da cui è venuto, ma non la riconosce, non vede nessuna strada in realtà. ormai è sera, si vede poco, forse è stato il buio a inghiottire la strada, pensa Guido, non vede il terreno neanche sotto di lui. "ha bisogno di una mano? sa come tornare?" e da dove sono venuto? pensa Guido. poi trova una risposta "non si preoccupi, è tutto a posto". ma lo sconosciuto lo guarda poco convinto. " beh, se ha bisogno mi trova laggiù, vede quella casa in fondo? prima della curva.. quella grande con le luci accese, quella con la porta verde, non può sbagliare, la vede no?" Guido annuisce, "grazie", sforza gli occhi ma non trova porte, nè curve o finestre illuminate. intravede una montagna in lontananza ora, e sagome di alberi più vicine, una panchina di pietra che pare sospesa nel vuoto. strano posto per vivere, pensa Guido, e intanto risponde al saluto dell'uomo che infila il cappello e si avvia verso casa. quella con le luci accese.

giovedì 19 luglio 2007

tornando

noto il neo, sul lato destro dell'anulare sinistro, somiglia al mio, sul lato sinistro dell'anulare destro. uh che coincidenza! noto spesso queste cazzate. ho la decenza di non sottolineare l'affinità di nei, anche se mi sorride, due battute sull'ormai probabile ritardo del treno. poi noto l'anello, una conchiglia. e conchiglie e perline bianche scendono a collana tra i lunghi ricci neri. e due conchiglie pendono dalla borsa leopardata, in compagnia di due perle e uno spicchio di luna, una stella marina e un'altra più piccola, un pesciolino e un altro più grande. bracciale tintinnante di metallo e vetri azzurri. guardo meglio l'orologio rosa all'altro polso, in effetti mancava, ma eccolo sul quadrante il tenero gattino. ok, per le affinità ci fermiamo a un neo. ma ha la faccia simpatica, molto. non fosse per gli occhiali bicolore, brutti come pochi.. ah gli occhiali sì, basta, domani vado a cercarmi degli occhiali nuovi. eh beh. continuano a scorrere canzoni. sbircio il giornale di fronte, l'occhio azzurro che lo legge sbircia me. ma a me interessano molto di più le patatine che si infilano nella bocca della ragazza alla mia destra. quasi le sette, e ho saltato il pranzo, il gattino rosa conferma il ritardo.
così allontano il tuo pensiero, come posso. a intervalli regolari mi chiedo di rispondere, e taccio. non che non sappia la risposta. se toccasse a me decidere mi innamorerei di te. ma il cuore fa quel che vuole, al di là della testa, al di là della pelle. mi ripeto che non ho mentito, ma continuo a sentirmi una ladra. egoista, fragile.
corro sui binari, seduta sul lato sbagliato, vedo le cose allontanarsi senza averle viste arrivare. ora mi sembrano lucidi gli occhi della ragazza coi pendagli, telefonino in mano, un velo di tristezza. o forse è solo stanchezza. appoggio la testa, chiudo gli occhi.

lunedì 16 luglio 2007

la giusta prospettiva

scarse parole, scarne. più voglia di sentire che di parlare. ogni senso pronto a recepire, a lasciarsi colpire senza aggiungere altro, senza reazioni apparenti. mi guardo intorno, in silenzio, noto ogni dettaglio. evidente che il quadro è sbilenco, o no? evidente che basta inclinare la testa per vedere le cose per quello che sono, se sono. per ipotesi. basta girare la testa per vedere cose che non c'erano, e invece ci sono. a volte è meglio cambiare punto di osservazione, sbagliare inquadratura. a volte.

martedì 3 luglio 2007

bella la natura (ma dormire di più)

vorrei proporre un accordo alle zanzare. no, davvero, trattiamo.
sono in fin dei conti una persona generosa, davvero. non è un problema per me rinunciare a qualche goccia del mio sangue.. ma il mio sonno, cazzo, il mio sonno è sacro. prendete il mio sangue ma state lontane dalle mie orecchie. e non voglio grattarmi. perchè questa crudeltà del prurito? perchè? non vi basta nutrirvi di me? volete vedermi soffrire? ma mi calmo, volevo mantenere la calma, trattare. se vi lascio un po' di sangue in un piattino? e se assaggiaste la cioccolata? pizza?
e voi. voi maledettissimi gabbiani, con quest'aurea poetica che accompagna il vostro volo.. cosa cazzo avete da strillare? e che orrendo verso vi è toccato in sorte.. già, molto poetico il gabbiano. oh se avessi una mazzafionda! che poi no, dai, veramente, che ci fate qui? trovatevi un porto, lo dico per voi, si può vivere sul tevere? l'ho visto con questi occhi un gabbiano che mangiava un topo, non sono belle cose, davvero, non sono belle cose. cosa cazzo avrete da dirvi alle quattro del mattino? io sparo.

forse ricorderete, cari lettori, i dottissimi dibattiti sviluppatisi su queste pagine.. le mie posizioni pseudoparaanimaliste, le tendenze vegetariane.. qualcuno potrebbe stupirsi di queste parole d'odio (non i più attenti, che mi sanno volubile) ma non ce n'è ragione.
come mi disse una donna, del tutto psicopatica, che soleva aggirararsi nella mia facoltà quando io ero solo una matricola: "io non ce l'ho con gli uccelli, ce l'ho con chi mi caca in testa".