tutta protesa a sfidare i miei limiti, ad essere un'altra: positiva aperta saggia indipendente bella, sorpresa dalla facilità con cui i pensieri si allontanano nel vento e mi lasciano libera e rilassata.
e poi una conversazione mi riporta indietro di dieci anni, diciamo dieci che il ciclo decennale va forte per adesso, e non è un bel riportare. non volendo dare un'immagine di me per come sono adesso, o meglio non potendo visto che mi pare di non essere, finisco per ricadere in una me stessa che non pensavo di incontrare più, muta e ostile sotto pressante interrogatorio. m'affascina il dolore degli altri ma non riesco a rendere affascinante il mio, che poi non è neanche detto che uno debba incontrarsi per forza sul dolore giusto?
elaboro con palese ritardo queste riflessioni e non posso neanche star qui a seguirle o a riferirle, c'è un curriculum da riscrivere e mandare in fretta e uno zaino da vacanza ggiovane ancora da riempire.
è un'estate adolescente questa mia, o forse quest'estate è la mia adolescenza. ci voleva, onestamente, ma è un po' spiazzante, e ancor di più lo è il pensiero ancora così incerto dell'autunno che seguirà.
ok, una cosa per volta.. deve ancora finire questo agosto bello strano e necessario, e nel fare i bagagli cercherò di scordarmi a casa la testa.
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mercoledì 10 agosto 2011
martedì 18 maggio 2010
di come il mio umore sia umorale
oggi miracolosamente si affaccia un pallido sole - che poi perchè è pallido se non ci sono le nuvole?- ma comunque ho freddo, il microclima qua sulla collinetta mi fa bramare calzerotti di lana e varie altre cose e i contrattempi e i rodimenti e i cambiamenti mi mandano in confusione. voglio ricominciare la settimana da capo, o anche la vita, e rinascere uomo, che comunque la stupidità aiuta a vivere meglio. questa era gratuita. vabbè. insomma quest'anno è andata così, l'autunno è arrivato leggermente in anticipo. l'estate è stata quel caldo pomeriggio di metà aprile, ricordate? breve ma intensa, spero che ve la siate spassata. ora prepariamoci con serenità al santo natale. uh come me rode stamattina..
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momenti,
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sabato 29 agosto 2009
tutto ok, è che quando dico che sono felice secondo me mi porto sfiga
invece eccomi, nonostante la mia strenua opposizione sono tornata dalle vacanze (ragionevoli argomentazioni mi hanno fatta desistere dal proposito di incatenarmi alla ringhiera del balconcino dell'albergo e così ancora una volta la cinica logica capitalista de "le vacanze hanno un inizio e una fine" ha avuto la meglio, ma prima o poi verrà una nuova era di giustizia e di pace!).
sono tornata e anche da un po'. sono tornata e fa caldo. è aumentata la quantità delle zanzare e diminuita la qualità dei pomodori, io ipotizzo un legame tra i due fenomeni, ma questa è solo la prima di una serie di rivoluzionarie teorie che confido mi condurranno un giorno a una più sicura e serena vita in una qualche clinica psichiatrica, il tanto agognato posto fisso.
ma dicevo che fa caldo, che se lo dice il telegiornale non vedo perchè non posso dirlo anch'io sul blog, devo portarla tutta io la croce dell'originalità? "torneremo tra poco a parlare del caldo, ma ora le altre notizie" l'ho sentito dire, testuale, a una lettrice di telegiornale (si chiamano giornaliste?) qualche giorno fa.. non preoccuparti cara, non te ne vorremo, non è colpa tua se la gente si accoltella e i vip vanno in barca anche con 40 gradi, è orribile ma dovremo pur parlarne, brevemente eh?
ma io invece non devo parlare del caldo, e non devo lamentarmi soprattutto, questo è il mio "post gioioso sulle vacanze" e deve sprizzare allegria o la pagherò cara.. sono stata minacciata.
ma al di là delle minacce non posso mentire, e al di là degli aneddoti che non mi vengono in mente e delle atmosfere che non so descrivere, la verità è che non ricordo una vacanza più bella. e, cosa più importante, mi ha portato qualcosa che mi resterà per la vita: un buffo cappello di paglia! che poi di per sè non lo era neanche così buffo, poverino, lo diventa intorno alla mia faccia.. ma ho imparato a sfoggiarlo senza troppo imbarazzo nonostante mi facesse sembrare contemporaneamente
una turista un po' svitata e una contadinella d'altri tempi.. "ma che per caso se intuisce che non sono del posto?". e quasi quasi domani ci giro per roma, basta col mimetismo ad ogni costo! (che poi a pensarci è un'altra cosa che ho in comune con il mio amico polpo, ma questa è un'altra storia)
magari vi tedierò più avanti con racconti e fotografie.
sono tornata e anche da un po'. sono tornata e fa caldo. è aumentata la quantità delle zanzare e diminuita la qualità dei pomodori, io ipotizzo un legame tra i due fenomeni, ma questa è solo la prima di una serie di rivoluzionarie teorie che confido mi condurranno un giorno a una più sicura e serena vita in una qualche clinica psichiatrica, il tanto agognato posto fisso.
ma dicevo che fa caldo, che se lo dice il telegiornale non vedo perchè non posso dirlo anch'io sul blog, devo portarla tutta io la croce dell'originalità? "torneremo tra poco a parlare del caldo, ma ora le altre notizie" l'ho sentito dire, testuale, a una lettrice di telegiornale (si chiamano giornaliste?) qualche giorno fa.. non preoccuparti cara, non te ne vorremo, non è colpa tua se la gente si accoltella e i vip vanno in barca anche con 40 gradi, è orribile ma dovremo pur parlarne, brevemente eh?
ma io invece non devo parlare del caldo, e non devo lamentarmi soprattutto, questo è il mio "post gioioso sulle vacanze" e deve sprizzare allegria o la pagherò cara.. sono stata minacciata.
ma al di là delle minacce non posso mentire, e al di là degli aneddoti che non mi vengono in mente e delle atmosfere che non so descrivere, la verità è che non ricordo una vacanza più bella. e, cosa più importante, mi ha portato qualcosa che mi resterà per la vita: un buffo cappello di paglia! che poi di per sè non lo era neanche così buffo, poverino, lo diventa intorno alla mia faccia.. ma ho imparato a sfoggiarlo senza troppo imbarazzo nonostante mi facesse sembrare contemporaneamente
magari vi tedierò più avanti con racconti e fotografie.
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mercoledì 20 maggio 2009
aggiornamenti
sono dunque crepata? pare proprio di no, aggiungerei un purtroppo, ma per oggi voglio concedere un bonus alla speranza e non escludere del tutto la possibilità che un qualche recondito senso positivo possa ancora celarsi nelle pieghe della vita che verrà. o piaghe. no, s'era detto FIDUCIA NEL FUTURO.. ok.
ricominciamo.
pur come sempre molto tentata dall'idea di salire a cavalcioni di un razzo e abbandonare questo pianeta al suo triste destino, sono ancora qui, quasi sana e quasi pimpante, e mi ricordo anche, seppur di rado, di (r)esistere in questa sorta di mia vita virtuale, esistenza se possibile più inutile e solitaria di quella reale. no, questi son toni da melodramma decisamente ingiustificati, s'era detto basta piangersi addosso che la mia vita in fondo è piena di cose belle (ad esclusione della sottoscritta) basta guardare le cose nella giusta prospettiva e avere FIDUCIA NEL FUTURO che arriva anche la bella stagione (odio l'estate..) e dài in fondo che ti manca?
giusto.
ok, riassumiamo che se mi dilungo faccio danni:
sono viva, sto bene e vi penso sempre.
alla prossima!
ricominciamo.
pur come sempre molto tentata dall'idea di salire a cavalcioni di un razzo e abbandonare questo pianeta al suo triste destino, sono ancora qui, quasi sana e quasi pimpante, e mi ricordo anche, seppur di rado, di (r)esistere in questa sorta di mia vita virtuale, esistenza se possibile più inutile e solitaria di quella reale. no, questi son toni da melodramma decisamente ingiustificati, s'era detto basta piangersi addosso che la mia vita in fondo è piena di cose belle (ad esclusione della sottoscritta) basta guardare le cose nella giusta prospettiva e avere FIDUCIA NEL FUTURO che arriva anche la bella stagione (odio l'estate..) e dài in fondo che ti manca?
giusto.
ok, riassumiamo che se mi dilungo faccio danni:
sono viva, sto bene e vi penso sempre.
alla prossima!
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domenica 28 dicembre 2008
sull'esistenza
la febbre a 39 mi sembrava il modo più degno per concludere quello che ha fatto di tutto per ottenere la carica di "mese più brutto della mia vita", ma io non voglio dargli soddisfazioni, mi tengo sulle mie ed evito questi giudizi definitivi. e poi con la mia rinnovata saggezza da santona indiana (o da contadina ciociara, siamo lì) mi sento di dire che non tutto il male viene per nuocere. certo la maggior parte sì, come negarlo? ma.. niente ma. di buono, però, c'è il pensiero, sempre. andare un po' più in fondo, verso le cose vere, quelle che non esistono, quelle importanti. e io posso dire di avere capito alcune cose importanti, che poi queste siano in evidente contraddizione tra loro è un'altra questione e del tutto marginale, vedremo più in là. adesso pausa, per ora l'unica preoccupazione è arrivare al 2009. già recarmi a tavola per il pranzo ha messo a rischio la mia incolumità, quindi, per sicurezza, passerò questi ultimi tre giorni nella più totale inattività: so na signora io, se i guai mi vogliono che mi vengano a cercare! ovviamente che i problemi finiscano con dicembre non è altro che una mia speranza, ma i copodanni son fatti per illudersi, è lecito. io sogno un manto di cinismo per affrontare l'anno che verrà, il che non è molto diverso dal sognarmi alta e bionda.. lo si fa tanto per fare, sapendo che non succederà e che in realtà sarebbe un peccato, che, in fondo molto in fondo, ho un mio fascino anch'io. non che il cinismo sia così lontano dalla mia natura, anzi. “tizio dice che sei cinica” mi annunciava un'amichetta che di tanto in tanto si dilettava a dirmi cattiverie, avrò avuto undici anni e accolsi la notizia sorpresa e compiaciuta, dunque qualcuno si preoccupa addirittura di formulare giudizi su di me? era una mezza verità, sono stata una ragazzina fragile e senza sogni, a pensarci è molto triste, lo ero, triste e disillusa, prima ancora di vedere la vita, "molto matura per la sua età". terrorizzata. ho ostentato indifferenza per tutto e tutti così a lungo che non so da che parte cominciare per affrontare i miei desideri, riesco appena a intravederli, non ancora a proteggerli da me stessa. ma se avere la febbre alta a natale insegna qualcosa è che bisogna credere nei propri sogni, perchè tutto si avvera, a natale. sì, perchè cosa fai quando non stai tanto male da rigirarti nel letto gemendo, ma non abbastanza bene da venire a lamentarti sul blog (dio salvi i blog!)? ovvio, t'accasci inebetita di fronte alla tv che rigurgita la sua marcescente programmazione natalizia. così ho visto tre diversi scadentissimi film volti a dimostrare l'esistenza di babbo natale (l'unico appunto è che forse sarebbe stato opportuno accordarsi prima per fornire un'unica versione). così ora mi è tutto più chiaro. no, non ho la febbre tanto alta da farmi condizionare da film per bambini, e so bene che è tardi per ripartire dalle illusioni infantili, ma in qualcosa voglio pur provare a credere, almeno in me.
lunedì 17 novembre 2008
l'irresistibile perfezione degli oggetti inanimati
a volte non capisco. quando non capisco divento di cattivo umore. lo sono spesso, in effetti, perchè la gente è incomprensibile, diciamolo. o viceversa comprensibilissima ma irrimediabilmente sbagliata. e io non sopporto le cose che non stanno come dovrebbero stare. ecco, semplicemente, la gente mi infastidisce. punto.
mio dio, sono una nazista! magari è solo bisogno d'affetto..
mio dio, sono una nazista! magari è solo bisogno d'affetto..
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venerdì 17 ottobre 2008
progetti minimi
ieri mi sono amareggiata a una festa di compleanno (e non era neanche il mio, che ragione c'era?) e oggi mi sono emozionata a un seminario sfigatissimo. ma che razza di buffo personaggio sono? vabbè, buffo ma adorabile. comunque ha smesso di piovere e mi si è gonfiata attorno una bolla di assoluto benessere. mentre sorseggio lentissimamente il mio caffè, cullo il sovversivo sogno di un bagno caldo. e di andare a correre al parco, e di dipingere con le mani, e di impastare acqua e farina. e di costruirmi una casa. tutto prima che scoppi la bolla.seguirà la rivoluzione, che ormai è proprio ora, mondaccio infame.
mercoledì 10 settembre 2008
flusso di cazzate (la coscienza del resto è un concetto sorpassato)
sagittario o capricorno? l'ha chiesto a tutti i passeggeri dell'autobus. a me no, eppure avrei saputo rispondere! quando sono salita stava tartassando un povero tizio, "un ragazzo sensibile ed educato" l'ha definito salutandolo mentre scendeva, palesemente a una fermata a caso per liberarsi del vecchio pazzo. ce l'aveva con le donne che, si sa, son tutte troie. perchè secondo lei la gregoracci è innamorata di quel vecchio? beh, magari, a suo modo.. chi può dire cos'è l'amore in fondo? sapevo anche rispondere visto? ma non l'ha chiesto me, e non mi ha chiesto neanche il segno zodiacale, eppure lo sapevo! l'ha chiesto a tutti, anche al bambino che fa il compleanno il giorno prima di me, sagittario o capricorno? sagittario! che oggi dice che doveva venirci un'idea proficua per il futuro. chissà se almeno il bambino ha avuto l'illuminazione che cambierà la sua vita. io avevo pensato alla fine del mondo, ma dice che per oggi niente antimateria, sicchè.. dovrò farmi venire in mente altro. in fretta. c'è briatore, io l'amerei incodizionatamente, ma lui ormai è sposato e non posso dubitare della sua fedeltà. cercherò un lavoro. distante mille miglia dalla casa per il cui affitto spenderò quasi l'intero stipendio, così passerò mezza giornata sugli autobus o in attesa di autobus, perchè mi diverto sugli autobus. e ci studio meglio che a casa. vedo un sacco di gente che sta più fuori di me e mi rassicuro. come l'ubriaco che mi ha accolta all'altra fermata con un è molto che aspetta? tre secondi a occhio e croce. poi attacca: io sono un medico, ma oggi ho bevuto perchè ho litigato con mia moglie- toglie gli occhiali da sole, in vero poco utili mezz'ora dopo il tramonto- come mi vede? normale, rispondo. ma è una risposta del cazzo, che ne so io com'è lui di solito? ma arriva l'autobus e mi allontano intrufolandomi tra i corpi disfatti e sudaticci dei vari passeggeri. che poi a me pare che il numero di personaggi deliranti sui mezzi pubblici sia in aumento, o forse sono solo fortunata. comunque è per queste presenze che continuo a prenderli volentieri. un giorno dovrò ricordarmi di portare l'esplosivo.
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personaggi,
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vita nuova
domenica 31 agosto 2008
tra entropia ed empatia
non sarà mica vero che domani è settembre?
irreversibilità, il tempo esiste, come negarlo? e allora si va avanti, insieme al tempo, si rispettano scadenze, ricorrenze, compleanni. se si ricordano, si festeggia, si rimpiange, si progetta, si fa del proprio meglio per stare al mondo, ci si offende e ci si diverte, ci si muove. si spreca, in buona sostanza, si spreca tempo ed energia. e irreversibilmente aumenta l'entropia. cervelli e ghiacciai collassano e mi chiedo allora dove porta questo andare. orsi polari naufraghi guadagnano gli onori di una cronaca sempre troppo sentimentalista, mi sorprendo a trovare la cosa insignificante: dei nostri consumi insostenibili quando avremo il coraggio di parlarne? rimandiamo ad un futuro che non c'è.
ma la lotta di ognuno per non affogare merita rispetto, e partecipazione se non sostegno. se una singola vita non è nulla per il mondo, ognuna è tutto il mondo per ciascuno. e quindi intanto nuoto anch'io, tra le onde agitate di settembre.
irreversibilità, il tempo esiste, come negarlo? e allora si va avanti, insieme al tempo, si rispettano scadenze, ricorrenze, compleanni. se si ricordano, si festeggia, si rimpiange, si progetta, si fa del proprio meglio per stare al mondo, ci si offende e ci si diverte, ci si muove. si spreca, in buona sostanza, si spreca tempo ed energia. e irreversibilmente aumenta l'entropia. cervelli e ghiacciai collassano e mi chiedo allora dove porta questo andare. orsi polari naufraghi guadagnano gli onori di una cronaca sempre troppo sentimentalista, mi sorprendo a trovare la cosa insignificante: dei nostri consumi insostenibili quando avremo il coraggio di parlarne? rimandiamo ad un futuro che non c'è.
ma la lotta di ognuno per non affogare merita rispetto, e partecipazione se non sostegno. se una singola vita non è nulla per il mondo, ognuna è tutto il mondo per ciascuno. e quindi intanto nuoto anch'io, tra le onde agitate di settembre.
lunedì 28 luglio 2008
:)
mi è stato ingiunto di scrivere un post, e per di più un post allegro "che poi la gente si preoccupa".. roba da matti!
no perchè in realtà va tutto bene no? le cose sospese alla fine vanno in porto (anche se il conseguente esborso di denaro che in teoria neanche avrei smorza un po' gli entusiasmi) e nessun segno tangibile preannuncia un imminente impatto con iceberg. d'altra parte l'iceberg per definizione se ne sta nascosto per poi palesarsi solo all'ultimo e solo con la sua capoccetta innocente -mentre sott'acqua ti devasta la carena- come da copione. in realtà basterebbe tenersi lontani dai mari ghiacciati no? ma poi ci si annoia..! bestia incontentabile l'uomo.
bene, questo era il mio post allegro. mi pare induscutibilmente evidente come io abbia una visione gioiosa e positiva della vita no? e lo dico (quasi) seriamente. solo un vero ottimista vede il bicchiere costantemente mezzo vuoto, perchè nella sua immaginazione è sempre pieno fino all'orlo e buono e dissetante, e l'inevitabile compromesso con la realtà è di nuovo e sempre una ferita.
no perchè in realtà va tutto bene no? le cose sospese alla fine vanno in porto (anche se il conseguente esborso di denaro che in teoria neanche avrei smorza un po' gli entusiasmi) e nessun segno tangibile preannuncia un imminente impatto con iceberg. d'altra parte l'iceberg per definizione se ne sta nascosto per poi palesarsi solo all'ultimo e solo con la sua capoccetta innocente -mentre sott'acqua ti devasta la carena- come da copione. in realtà basterebbe tenersi lontani dai mari ghiacciati no? ma poi ci si annoia..! bestia incontentabile l'uomo.
bene, questo era il mio post allegro. mi pare induscutibilmente evidente come io abbia una visione gioiosa e positiva della vita no? e lo dico (quasi) seriamente. solo un vero ottimista vede il bicchiere costantemente mezzo vuoto, perchè nella sua immaginazione è sempre pieno fino all'orlo e buono e dissetante, e l'inevitabile compromesso con la realtà è di nuovo e sempre una ferita.
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venerdì 11 luglio 2008
il pessimismo è il profumo della vita
oddio m'è presa l'ansia. eppure da oggi sarei tecnicamente in vacanza.. no, niente, l'idillio da ultimo giorno di scuola è durato sì e no un paio d'ore. spariti rapidamente i "devo essere fiera di me", "è stato un anno intenso", "sarà un'estate fantastica".. dileguati, restano solo domande. un assedio di punti interrogativi, ed è necessario supporre il peggio, perchè non voglio farmi male con altro sciocco ottimismo. oggi che faccio? e domani? andrò almeno in vacanza? settembre già mi si appoggia sulla pancia, con i mesi e gli anni a venire che gli si ammonticchiano sopra. è inutile preoccuparsi per il futuro giusto? eppure il futuro va costruito, deciso.. se non altro nei progetti che falliranno o verranno rivisti in corsa. e non so più quante volte ho pensato "no, non ce la faccio, non me la sento" e non capisco perchè sono ancora qui a molestare me stessa e gli altri. e il tempo rotola.
martedì 3 giugno 2008
time out
boh.
ho sonno, tornerei a letto.
vorrei come mettere ordine..
i cambi di stagione mi mettono in agitazione, fare organizzare progettare ripensare. la solita insofferenza? anche no. la solita sensazione di ritardo, la solita voglia di rimandare. sicuramente. non ho tempo! e non ne ho perchè sono lenta, sia chiaro, non ne ho perchè lo spreco, il tempo. non ne ho mai avuto, ci ho vissuto accanto non dentro. perchè usarlo era troppo impegnativo. poi si consuma no? come il vestito bello che non si mette mai per non rovinarlo, ma anche nell'armadio si rovina, e quando ti servirebbe ci trovi un buco o non ti entra più.
che metafora del cazzo.
eh.. sarebbe stato bello nascere poeta.. morire di stenti dimeticato da tutti, fascino da eroe decadente. detesto i poeti. gli intellettuali in genere, gli artisti, i creativi. e detesto gli ignoranti. detesto quasi tutti a ben pensarci.
ho sonno, tornerei a letto.
vorrei come mettere ordine..
i cambi di stagione mi mettono in agitazione, fare organizzare progettare ripensare. la solita insofferenza? anche no. la solita sensazione di ritardo, la solita voglia di rimandare. sicuramente. non ho tempo! e non ne ho perchè sono lenta, sia chiaro, non ne ho perchè lo spreco, il tempo. non ne ho mai avuto, ci ho vissuto accanto non dentro. perchè usarlo era troppo impegnativo. poi si consuma no? come il vestito bello che non si mette mai per non rovinarlo, ma anche nell'armadio si rovina, e quando ti servirebbe ci trovi un buco o non ti entra più.
che metafora del cazzo.
eh.. sarebbe stato bello nascere poeta.. morire di stenti dimeticato da tutti, fascino da eroe decadente. detesto i poeti. gli intellettuali in genere, gli artisti, i creativi. e detesto gli ignoranti. detesto quasi tutti a ben pensarci.
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ritardi,
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giovedì 13 marzo 2008
(robba che se riesco a organizzamme capace pure che ripijo a posta' co 'na certa regolarità)
...
e poi aprendo qui stasera ho avuto un po' di nostalgia.
state tutti bene?
ho letto in giro, poi ho letto indietro, tutte le cazzate che scrivevo sul mio blog.. invece ho scoperto che dicevo la verità. non la Verità, ma cose che erano vere, anche troppo. vere nel momento in cui le scrivevo, per me e solo per me. e per un motivo o per un altro (e non mi interessa sapere nè l'uno nè l'altro) scriverle mi è servito. rileggerle anche di più, stasera. e mi porto a letto un po' di magone, stasera, per ricordarmi che a guardarsi in fondo si guadagna sempre.
baci, m.
e poi aprendo qui stasera ho avuto un po' di nostalgia.
state tutti bene?
ho letto in giro, poi ho letto indietro, tutte le cazzate che scrivevo sul mio blog.. invece ho scoperto che dicevo la verità. non la Verità, ma cose che erano vere, anche troppo. vere nel momento in cui le scrivevo, per me e solo per me. e per un motivo o per un altro (e non mi interessa sapere nè l'uno nè l'altro) scriverle mi è servito. rileggerle anche di più, stasera. e mi porto a letto un po' di magone, stasera, per ricordarmi che a guardarsi in fondo si guadagna sempre.
baci, m.
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emme,
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lunedì 4 febbraio 2008
nel frattempo
nel trattempo il mio blog ha compiuto un anno.purtroppo non è ancora abbastanza autonomo per aggiornarsi da solo (ma almeno non devo star qui tutti i giorni a cambiargli il pannolino, è già qualcosa) per cui ultimamente, in mia assenza, giace un po' inerte. un momentaneo, breve, cambio di dimora mi ha reso priva di mezzi informatici, basterà a disintossicarmi? ne dubito, tant'è vero che vado mendicando computer a destra e a manca. anime pie mi concedono l'uso dei loro sofisticatissimi portatili "così puoi aggiornare il blog!", persone che mi vogliono bene, non c'è dubbio, disposte a sedersi da una parte e lasciarmi a giocare con una tastiera sconosciuta. ma non è così semplice.. un post non viene fuori in dieci minuti, non a comando. non i miei almeno, non sono una professionista. no, scrivere per me non potrebbe mai essere una professione, nè tanto meno la considero una passione, tutt'altro. perchè scrivere per me non è nè facile nè piacevole. non-ricordo-chi la definiva una pratica igienica.. ah ecco! me lo può dire goooooogle: italo svevo! molto bene, che bella cosa internet eh? vabbè, dicevo? sì, il mio rapporto con la scrittura. ma anche chissenefrega.
dunque?
parlo di politica? no, non me la sento.
sennò potrei raccontare qualcosa. tipo che l'altro giorno un signore mi ha fermata per strada parlandomi in latino.. sennò.. è che di parlare di me non mi va. sarà il periodo, sarà che ormai mi legge troppa gente che conosce la mia faccia, non so, non mi va, non mi pare abbia senso. non che l'abbia mai avuto eh, però succedeva, ed era bello scrivere qua sopra. ora ho più voglia di chiacchierate, di scrivere lettere semmai. più ancora avrei voglia di restare in silenzio, di esibirmi in un totale, corporeo, comunicativo silenzio. e chi riesce a capire capisca, e del resto non importa.
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sproloqui
domenica 6 gennaio 2008
volevo fare un rientro in grande stile. sarà per la prossima volta.
ho preso una lunga vacanza eh? dal blog dico, nessuna vacanza reale. o sì? a rigor di logica una vacanza dev'esserci stata se sento così forte il clima da "fine delle vacanze". lo logica di norma mi frega.. ho grande fiducia nel potere illuminante della ragione, fiducia mal riposta, evidentemente, visto che poi puntualmente i conti non tornano. ma non mi rassegno, necessito di un teorema coerente, di un disegno preciso e dettagliato, complesso ma intellegibile, ogni effetto ha la sua causa e ad ogni causa segue un effetto, SEMPLICITA'. sono cresciuta tra strade che si incrociano ad angolo retto e mi perdo alla prima curva. però a quanto pare la vita è piena di curve (e io per giunta ho sempre sofferto il mal d'auto!). e se i fatti dimostrano inequivocabilmente l'intervento di elementi irrazionali, casuali, multiformi, a rigor di logica dovrei farmene una ragione, abbandonarmi al caos, magari con gioia e spensieratezza addirittura. in fondo nel caos nuoto da sempre. ma sono disordinata per pigrizia non per indole, ahimè. e poi la logica tende a fregarmi come dicevo, non è sufficiente. dicevo. o almeno mi sembrava di dire, ma poi ho perso il filo (tanto per cambiare). a conferma che una cosa sono i desideri e altra cosa è la realtà. mi confondo facilmente, soprattutto quando voglio dire qualcosa. mi blocco. il racconto è vero ma non verosimile, che si fa? ma questo è un altro discorso..mi sto incartando da sola vero? (tanto per cambiare!). la sensazione di questo periodo, in effetti, è quella di essere incartata. forse lo sono, per quanto ancora? ci sarà da qualche parte un'apertura? soffocante stato confusionale. ma non sarà questo bisogno ossessivo di aver tutto chiaro il vero problema? questo affannarsi a decifrare, definire, delimitare (per giunta al solo scopo di rismontare tutto e ricominciare perchè "neanche così funziona") a cosa serve? cosa c'è di più ridicolo di una frontiera? però accetterei di buon grado i confini se solo fossi sicura che c'è dentro tutto. e non può essere. e i confini sono nella propria testa, quanto di più concreto dunque. odio le griglie, ma forse solo perchè non ci trovo posto, invece basterebbe non crederci, perchè nessuno ha davvero un posto preciso, in fondo.
si fa quel che si può.
vabbè, questo è tutto. non mi annoierò oltre, scrivevo giusto per dirvi che sto bene..
si fa quel che si può.
vabbè, questo è tutto. non mi annoierò oltre, scrivevo giusto per dirvi che sto bene..
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martedì 6 novembre 2007
un altro ammasso di pensieri attorcigliati messi al sole ad asciugare
sono sempre subdolamente alla ricerca di conferme. o meglio, a ben vedere ciò che cerco è una smentita. continuo ad aspettare che venga smentita quell'inappellabile sentenza di inettitudine pronunciata nella notte dei tempi da non so quale improbabile autorità. crudele e irragionevole questa legge suprema, eppure ad essa mi attengo scupolosamente da sempre, a quel "non vai bene, comunque". sì, comunque. non importa quante prove del contrario io possa mostrare al tribunale, non importa in quanti e con quante belle parole tentino l'arringa, niente sarà mai abbastanza. vana ricerca di approvazione dunque, e vana non per mancanza di approvazioni, ma per l'incapacità di nutrirsene. insomma l'ennesima contraddizione: cerchi gli applausi e poi non li vuoi, neanche li senti. reazioni scomposte ai complimenti. e non è perchè non credo che siano sinceri, però resto stupita quando ne ricevo. deve esserci stato un equivoco.. fraintendimento per cui mi compiaccio e mi sento in colpa. mento tanto bene da farmi apprezzare dunque? ringrazio e mi scuso, proprio non posso condividere la scelta, nonostante la pazienza con cui me la si spiega e rispiega. compagni che sbagliano quelli che mi scelgono, gente da compatire, accogliere, redimere. dei cui errori vivo.
il ragionamento è contorto ma logico. d'altra parte però partendo dal presupposto che io ho comunque torto, dovrei ammettere che ho torto anche nel darmi torto. la logica mi frega. sarà necessario eliminarla. e rilassarsi.
il ragionamento è contorto ma logico. d'altra parte però partendo dal presupposto che io ho comunque torto, dovrei ammettere che ho torto anche nel darmi torto. la logica mi frega. sarà necessario eliminarla. e rilassarsi.
martedì 23 ottobre 2007
dei rumori molesti
sgraziato vociare di gioventù sotto le mie finestre.
"l'adolescenza è una malattia che il tempo può guarire" diceva il buon Winnicott. "che si curino in appositi ricoveri lontani dalla società!" aggiungerei io.
chiedo scusa, ma talvolta la tolleranza è impresa faticosa.
volevo scrivere il miglior pezzo della mia carriera bloggheristica, ma non riesco a concentrarmi con questa caciara.
più probabilmente non scrivo il miglior pezzo della mia carriera bloggheristica per incapacità, ma perchè ammetterlo se si trova qualcuno da incolpare?
medito sull'utilità dei capri espiatori, sui tempi che non è giusto forzare, sugli incastri che a volte funzionano, pian piano, all'improvviso, dandosi il tempo di guarire.
medito e non scrivo.
intanto inizia un avvincente due-contro-due con un pallone in miniatura e qualcuno sostiene che una tizia, il cui nome rigorosamente bisillabico non riesco a distinguere, abbia le corna.
si aggiungono clacson, un'ambulanza in lontananza.
io vado a fare due passi.
tanto alla fin fine un post l'ho messo in piedi anche stavolta..
"l'adolescenza è una malattia che il tempo può guarire" diceva il buon Winnicott. "che si curino in appositi ricoveri lontani dalla società!" aggiungerei io.
chiedo scusa, ma talvolta la tolleranza è impresa faticosa.
volevo scrivere il miglior pezzo della mia carriera bloggheristica, ma non riesco a concentrarmi con questa caciara.
più probabilmente non scrivo il miglior pezzo della mia carriera bloggheristica per incapacità, ma perchè ammetterlo se si trova qualcuno da incolpare?
medito sull'utilità dei capri espiatori, sui tempi che non è giusto forzare, sugli incastri che a volte funzionano, pian piano, all'improvviso, dandosi il tempo di guarire.
medito e non scrivo.
intanto inizia un avvincente due-contro-due con un pallone in miniatura e qualcuno sostiene che una tizia, il cui nome rigorosamente bisillabico non riesco a distinguere, abbia le corna.
si aggiungono clacson, un'ambulanza in lontananza.
io vado a fare due passi.
tanto alla fin fine un post l'ho messo in piedi anche stavolta..
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martedì 16 ottobre 2007
chiamatemi ingenua, ma io credo ancora nelle mezze stagioni
adoro ottobre, la luce di ottobre. e novembre, l'autunno.. gli alberi che si fanno gialli, una sciarpa che torna ad abbracciare il collo, le castagne che si lasciano arrostire per strada (che non mi sono mai piaciute ma hanno un odore assolutamente meraviglioso).
e allora tento di godermi la stagione preferita, lunghe passeggiate mi portano (quasi) ovunque io debba andare. me ne vado in giro spensierata, ma immancabilmente vestita sbagliata. un inutile maglione mi appesantisce la borsa mentre trotterelo per le vie del centro, una misera felpetta si rivela altrettanto inutile quando il sole mi lascia sola col vento in un borgo di montagna.
così oggi mi sveglio con il mal di gola (ma ben decisa ad ignorarlo) e le ossa dolenti. mi sveglio sudata sotto una coperta che puzza di naftalina, la scosto e mi rigiro nel letto, mi schiaffeggio cercando di uccidere una zanzara che mi mordicchia le mani e mi sussurra tenere frasi all'orecchio. sì, ancora campa una zanzara in camera mia, ultimo rigurgito d'estate.
convivono e si mischiano il prima e il dopo, non è più estate e non è ancora inverno, tutto incerto e perfetto.
ora, dice il luogo comune che non ci sono più le mezze stagioni. e io ho grande rispetto per i luoghi comuni, davvero, credo siano, in senso letterale, dei punti d'incontro, territori condivisi e pacifici in cui non è troppo difficile dire la propria, punti di partenza per più ardite conversazioni, per quelle vere. non bisogna crederci troppo però. tendono a fregarti i luoghi comuni, poi ti ritrovi con la febbre e neanche capisci perchè.
non ho più argomenti, è evidente.
per evitare che il blog faccia la muffa parlo del tempo, praticamente come le vecchie quando si incontrano in ascensore:
"ha rinfrescato eh?"
"non me lo dica, son tutta un dolore!"
"eh quella è l'umidità, anche mia cognata sta con la schiena bloccata"
"mio marito invece ha un raffreddore tremendo"
"è che un giorno fa caldo e un giorno fa freddo, non si sa come vestirsi"
"ah io mi vesto a strati, è la cosa migliore"
e taglio qui chè temo le signore vadano all'ultimo piano..
e allora tento di godermi la stagione preferita, lunghe passeggiate mi portano (quasi) ovunque io debba andare. me ne vado in giro spensierata, ma immancabilmente vestita sbagliata. un inutile maglione mi appesantisce la borsa mentre trotterelo per le vie del centro, una misera felpetta si rivela altrettanto inutile quando il sole mi lascia sola col vento in un borgo di montagna.
così oggi mi sveglio con il mal di gola (ma ben decisa ad ignorarlo) e le ossa dolenti. mi sveglio sudata sotto una coperta che puzza di naftalina, la scosto e mi rigiro nel letto, mi schiaffeggio cercando di uccidere una zanzara che mi mordicchia le mani e mi sussurra tenere frasi all'orecchio. sì, ancora campa una zanzara in camera mia, ultimo rigurgito d'estate.
convivono e si mischiano il prima e il dopo, non è più estate e non è ancora inverno, tutto incerto e perfetto.
ora, dice il luogo comune che non ci sono più le mezze stagioni. e io ho grande rispetto per i luoghi comuni, davvero, credo siano, in senso letterale, dei punti d'incontro, territori condivisi e pacifici in cui non è troppo difficile dire la propria, punti di partenza per più ardite conversazioni, per quelle vere. non bisogna crederci troppo però. tendono a fregarti i luoghi comuni, poi ti ritrovi con la febbre e neanche capisci perchè.
non ho più argomenti, è evidente.
per evitare che il blog faccia la muffa parlo del tempo, praticamente come le vecchie quando si incontrano in ascensore:
"ha rinfrescato eh?"
"non me lo dica, son tutta un dolore!"
"eh quella è l'umidità, anche mia cognata sta con la schiena bloccata"
"mio marito invece ha un raffreddore tremendo"
"è che un giorno fa caldo e un giorno fa freddo, non si sa come vestirsi"
"ah io mi vesto a strati, è la cosa migliore"
e taglio qui chè temo le signore vadano all'ultimo piano..
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venerdì 14 settembre 2007
emme come mano
ho iniziato un post che mi pareva interessante, ma è passato un giorno e non mi suona più. resta così. d'altra parte l'incompiutezza ha sempre contraddistinto ogni mia attività. beh sì, a ben vedere cosa ho mai portato fino in fondo?
ma questo discorso ora non mi interessa, la maggior parte dei discorsi in questo momento non mi interessano, cerco nel concreto, non sempre il senso è teoria, anzi, magari si trovano più risposte nella sensorialità. stessa parola poi, senso, essenziale in ogni suo senso.
mh,
mi sto perdendo in ghirigori di dubbio gusto però, volevo evitare i discorsi inutili invece, non perdermi a seguire la solita comitiva di pensieri che poi, a conti fatti, non arriva mai in nessun posto (un giorno si accorgeranno, i miei pensieri, che li sto facendo girare in tondo, e prenderanno a lamentarsi del cibo scadente e dei sedili scomodi, della scarsità di riposo che gli concedo, delle dozzinali scenografie che mal simulano panorami mozzafiato. e allora saranno cazzi, come si suol dire).
ma non voglio disprezzare troppo l'effimero girovagare dei miei pensieri, per carità. è produttivo a suo modo. al mio passare germogliano dal nulla idee a forma di domanda, vedo fiorire a ogni angolo nuove questioni, inerti ovvietà che pulsano di nuova inutile vita. un dono, non c'è che dire. rilassarsi no eh?
qualcuno mi ha detto "certo, tu dici: perchè devo problematizzare pure il beige? ma perchè rinunciare a questo se fa parte di te?" beh, per stanchezza, casomai. ma non rinuncio, non rinuncio a niente, non mi convinco del tutto che sia una risorsa, ma visto che questo passa in convento..
sì, non solo questo però. oltre la testa le mani.
prima ci si chiedeva quanto vale la vita, ci si chiedeva quanto vale un bicchiere. io francamente ho una vita che vale parecchio, almeno per me. e ho anche un bicchiere che vale parecchio, fatto a mano dalle mie mani, soffiato a bocca dalla mia bocca. e nella sua concretezza cerco quel senso di cui parlavo, nel piacere del fare. la mano si muove e ne esce qualcosa, la materia si trasforma, l'emozione del creare. e non importa cosa, è bello produrre qualcosa con le proprie mani, qualunque cosa.. un bicchiere, un palazzo, la più strabiliante opera d'arte o anche semplicemente la nuova subdola salsetta a base di pistacchi (che vado a servire..).
ma questo discorso ora non mi interessa, la maggior parte dei discorsi in questo momento non mi interessano, cerco nel concreto, non sempre il senso è teoria, anzi, magari si trovano più risposte nella sensorialità. stessa parola poi, senso, essenziale in ogni suo senso.
mh,
mi sto perdendo in ghirigori di dubbio gusto però, volevo evitare i discorsi inutili invece, non perdermi a seguire la solita comitiva di pensieri che poi, a conti fatti, non arriva mai in nessun posto (un giorno si accorgeranno, i miei pensieri, che li sto facendo girare in tondo, e prenderanno a lamentarsi del cibo scadente e dei sedili scomodi, della scarsità di riposo che gli concedo, delle dozzinali scenografie che mal simulano panorami mozzafiato. e allora saranno cazzi, come si suol dire).
ma non voglio disprezzare troppo l'effimero girovagare dei miei pensieri, per carità. è produttivo a suo modo. al mio passare germogliano dal nulla idee a forma di domanda, vedo fiorire a ogni angolo nuove questioni, inerti ovvietà che pulsano di nuova inutile vita. un dono, non c'è che dire. rilassarsi no eh?
qualcuno mi ha detto "certo, tu dici: perchè devo problematizzare pure il beige? ma perchè rinunciare a questo se fa parte di te?" beh, per stanchezza, casomai. ma non rinuncio, non rinuncio a niente, non mi convinco del tutto che sia una risorsa, ma visto che questo passa in convento..
sì, non solo questo però. oltre la testa le mani.
prima ci si chiedeva quanto vale la vita, ci si chiedeva quanto vale un bicchiere. io francamente ho una vita che vale parecchio, almeno per me. e ho anche un bicchiere che vale parecchio, fatto a mano dalle mie mani, soffiato a bocca dalla mia bocca. e nella sua concretezza cerco quel senso di cui parlavo, nel piacere del fare. la mano si muove e ne esce qualcosa, la materia si trasforma, l'emozione del creare. e non importa cosa, è bello produrre qualcosa con le proprie mani, qualunque cosa.. un bicchiere, un palazzo, la più strabiliante opera d'arte o anche semplicemente la nuova subdola salsetta a base di pistacchi (che vado a servire..).
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lunedì 10 settembre 2007
la vita non vale un bicchiere
ovvero
sul degrado della lingua italiana
o anche
sul degrado in generale, a partire dal degrado del mio cervello
rilassata e abbronzata rientro nel tempo che scorre, ed è una strana sensazione. energia e spaesamento, voglie, vuoti, vanità. desiderio di andare, tirando a sorte la destinazione chè sceglierla è troppo complicato.
sì sì sono tornata sana e salva. sopravvissuta alla vacanza, ai panorami che svegliano ricordi senza nome, ai vari toni del blu, all'eruzione dell'etna, che al di là di là quanto abbiano sostenuto le solite malelingue non è affatto dipesa dal mio arrivo, ai due giorni travestiti da eternità trascorsi a casa della dolce nonnina, agli attempati molestatori (chè so una donna emancipata io, vado in spiaggia da sola dopo il tramonto che problema c'è?), alla salerno-reggio calabria perfino.. ecco su questa pseudo autostrada potrei soffermarmi a lungo, aprire polemiche, ma soprassiedo causa pigrizia. solo una cosa mi tormenta e ne devo parlare, chiedo il parere di voi raffinati linguisti perchè magari sono io che male interpreto questo luminoso messaggio che di tanto in tanto si affacciava sulla strada.. LA VITA... NON VALE UN BICCHIERE! "cioè vale meno?" chiede d'istinto la subdola, poi riflette, dibatte e conclude che in italiano non vuol dire altro che questo. le autorità ci invitano a disprezzare la vita dunque? ora io che sono stata talvolta additata -da sopravvalutanti dita per la verità- come nichilista nonchè bevitrice senza fondo, potrei persino condividere il motto, ma dubito volesse essere questo il messaggio agli automobilisti (anche se non lo escludo). no perchè, sinceramente, già è piuttosto fastidioso ricevere lezioni di sicurezza stradale mentre si percorre un' autostrada in cui i tratti con la corsia di emergenza sono meno di quelli a corsia unica, anzi di quelli a doppio senso, se poi i nostri maestri non sono neanche in grado di esprime un semplice concetto nella propria lingua madre la faccenda diventa grottesca.
ma, nel merito: quanto vale la vita? e cosa c'è in questo bicchiere? mi pare un dettaglio essenziale per valutare la convenienza dello scambio.. ed è mezzo vuoto o mezzo pieno? ma è poi giusto intenderlo pieno di qualcosa? o dobbiamo spostarci a considerare l'oggetto in sè? si tratta di un flute in cristallo di boemia o di un bicchiere da vino di ikea euro 1,99/6 pezzi?
ok ok la smetto prima del lancio di ortaggi..
sul degrado della lingua italiana
o anche
sul degrado in generale, a partire dal degrado del mio cervello
rilassata e abbronzata rientro nel tempo che scorre, ed è una strana sensazione. energia e spaesamento, voglie, vuoti, vanità. desiderio di andare, tirando a sorte la destinazione chè sceglierla è troppo complicato.
sì sì sono tornata sana e salva. sopravvissuta alla vacanza, ai panorami che svegliano ricordi senza nome, ai vari toni del blu, all'eruzione dell'etna, che al di là di là quanto abbiano sostenuto le solite malelingue non è affatto dipesa dal mio arrivo, ai due giorni travestiti da eternità trascorsi a casa della dolce nonnina, agli attempati molestatori (chè so una donna emancipata io, vado in spiaggia da sola dopo il tramonto che problema c'è?), alla salerno-reggio calabria perfino.. ecco su questa pseudo autostrada potrei soffermarmi a lungo, aprire polemiche, ma soprassiedo causa pigrizia. solo una cosa mi tormenta e ne devo parlare, chiedo il parere di voi raffinati linguisti perchè magari sono io che male interpreto questo luminoso messaggio che di tanto in tanto si affacciava sulla strada.. LA VITA... NON VALE UN BICCHIERE! "cioè vale meno?" chiede d'istinto la subdola, poi riflette, dibatte e conclude che in italiano non vuol dire altro che questo. le autorità ci invitano a disprezzare la vita dunque? ora io che sono stata talvolta additata -da sopravvalutanti dita per la verità- come nichilista nonchè bevitrice senza fondo, potrei persino condividere il motto, ma dubito volesse essere questo il messaggio agli automobilisti (anche se non lo escludo). no perchè, sinceramente, già è piuttosto fastidioso ricevere lezioni di sicurezza stradale mentre si percorre un' autostrada in cui i tratti con la corsia di emergenza sono meno di quelli a corsia unica, anzi di quelli a doppio senso, se poi i nostri maestri non sono neanche in grado di esprime un semplice concetto nella propria lingua madre la faccenda diventa grottesca.
ma, nel merito: quanto vale la vita? e cosa c'è in questo bicchiere? mi pare un dettaglio essenziale per valutare la convenienza dello scambio.. ed è mezzo vuoto o mezzo pieno? ma è poi giusto intenderlo pieno di qualcosa? o dobbiamo spostarci a considerare l'oggetto in sè? si tratta di un flute in cristallo di boemia o di un bicchiere da vino di ikea euro 1,99/6 pezzi?
ok ok la smetto prima del lancio di ortaggi..
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