Visualizzazione post con etichetta spiegazioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta spiegazioni. Mostra tutti i post

lunedì 4 febbraio 2008

nel frattempo

nel trattempo il mio blog ha compiuto un anno.
purtroppo non è ancora abbastanza autonomo per aggiornarsi da solo (ma almeno non devo star qui tutti i giorni a cambiargli il pannolino, è già qualcosa) per cui ultimamente, in mia assenza, giace un po' inerte. un momentaneo, breve, cambio di dimora mi ha reso priva di mezzi informatici, basterà a disintossicarmi? ne dubito, tant'è vero che vado mendicando computer a destra e a manca. anime pie mi concedono l'uso dei loro sofisticatissimi portatili "così puoi aggiornare il blog!", persone che mi vogliono bene, non c'è dubbio, disposte a sedersi da una parte e lasciarmi a giocare con una tastiera sconosciuta. ma non è così semplice.. un post non viene fuori in dieci minuti, non a comando. non i miei almeno, non sono una professionista. no, scrivere per me non potrebbe mai essere una professione, nè tanto meno la considero una passione, tutt'altro. perchè scrivere per me non è nè facile nè piacevole. non-ricordo-chi la definiva una pratica igienica.. ah ecco! me lo può dire goooooogle: italo svevo! molto bene, che bella cosa internet eh? vabbè, dicevo? sì, il mio rapporto con la scrittura. ma anche chissenefrega.
dunque?
parlo di politica? no, non me la sento.
sennò potrei raccontare qualcosa. tipo che l'altro giorno un signore mi ha fermata per strada parlandomi in latino.. sennò.. è che di parlare di me non mi va. sarà il periodo, sarà che ormai mi legge troppa gente che conosce la mia faccia, non so, non mi va, non mi pare abbia senso. non che l'abbia mai avuto eh, però succedeva, ed era bello scrivere qua sopra. ora ho più voglia di chiacchierate, di scrivere lettere semmai. più ancora avrei voglia di restare in silenzio, di esibirmi in un totale, corporeo, comunicativo silenzio. e chi riesce a capire capisca, e del resto non importa.
un anno forse è una durata sufficiente.
ma tu cominci le cose solo per poi poterle mollare?
puoddarsi.
comunque, conoscendomi, anche questa interruzione avrà un'interruzione, magari basta solo che smetta di piovere. statemi bene, nel frattempo.

mercoledì 16 maggio 2007

inaugurazione!

eccoci qua, ringrazio commossa tutti i presenti, giunti da ogni parte d'italia e del mondo per l'inaugurazione del SuB.BaR!
è un sogno che si realizza..
l'idea c'era da un po', l'avevo espressa all'inizio di un post più di un mese fa, poi se ne parlò e se ne riparlò ed ora finalmente il mio baretto virtuale è realtà (o realtà virtuale se volete).
e che ci si fa nel mio baretto?
un po' quello che vi pare, venite, vi mettete comodi, mangiate, bevete, chiacchierate.. mi piace essere accogliente, sarò una ristoratrice solare e disponibile vedrete. e potreste dirmi:
ma non eri asociale?
sì certo.
e malinconica?
oh come no..
e sei scostante, polemica, esigente.. o no? sissì, per carità, lo so che mi contraddico, però non mento, fidatevi. e fidatevi che sarò una buona barista. qui troverete se non altro uno spazio per dire la vostra, in modo che io possa convincervi che avete torto ovviamente..
vabbè insomma, io sto qui e bivacco, se vi va c'è posto.
ho pensato a come vorrei il mio baretto, per potervelo descrivere, ma in fondo preferisco che ognuno se lo immagini come vuole, se le cose non reali hanno un pregio è che si lasciano modellare, ognuno può farne ciò che vuole.
quindi
relax, allegria, scambio di opinioni, dalle più sceme alle più serie, e poi abbeveraggi e mangeraggi a volontà, a tutte le ore e per tutti i gusti. c'è questo problema della mia presenza, ma sarò discreta prometto.
insomma fate le vostre ordinazioni...

sabato 31 marzo 2007

SUBDOLA non MENTE

Sinceramente a me splinder un po’ mi inquieta. Mi sono registrata per commentare in giro senza lo stigma dell’anonimato e soprattutto perché –come soliamo dire io e i più colti tra gli abitanti della città eterna- me pesava er culo a firmarmi ogni volta. Splinder è molto più complicato di quanto pensassi, ed è un sistema di delazioni, ciò che fai è pubblico. Ma sto divagando, in realtà ho iniziato da splinder perché lì il mio nome è subdolamente, emme non mi è stato concesso, ed è lì che sono iniziati i nostri conflitti.. non è proprio bello presentarsi dalla gente come un subdolo ragnetto, come dovessi tessere chissà che tele e intrappolare.
Da questa considerazione e da offensivi commenti raccolti nei commenti nasce questo post, dall’esigenza di chiarire il mio titolo, orgogliosa rivendicazione di un’ ingiuria.
Eddunque.
Serata tra amici, a occhio e croce due anni fa, si tira fuori un libro di giochini pissicologici, io che ho studiato potrei dire test proiettivi ma non lo dico, è un gioco nulla più, vale una partita a trivial. non posso che partecipare, sono anche carini, ci si diverte. Ne arriva uno che dice più o meno: in questo posto (un albergo mi pare) incontri una persona, ma ha qualcosa che non ti convince, cosa?... mi pare una persona troppo gentile, di una cortesia che sembra falsa. Dico qualcosa del genere, uno subito (lui sì subdolo chè il test già lo conosceva) mi incalza: un po’ subdola? ... Sì ecco, subdola. Inutile aggiungere che questa persona rappresentava in realtà se stessi.
Da allora “zitta tu che sei subdola” è diventato modo comune di rispondermi, a sostegno dell’ipotesi viene anche la mia riconosciuta capacità di mantenere i segreti, e i miei frequenti silenzi che danno adito a infinite supposizioni sui miei reali pensieri.
Da allora, contenta di avere un nomignolo al punto di portarmelo anche qui, ho ripensato più volte a quella risposta, sorpresa di quanto fosse vera. È vero che sorrido a chiunque, cordiale ai limiti della denuncia. È vero che fingo, ma se non sono sincera è solo per paura di sbagliare. È vero che ho un secondo fine, sempre, tutto quello che faccio è per sentirmi dire va bene emme, vai bene, non preoccuparti, ti voglio bene. Mi piacerebbe essere in grado di vivere senza sentire tanto il bisogno dell’altrui approvazione, sarei meno subdola. Ma son come sono.

mercoledì 31 gennaio 2007

perennemente in costruzione

Lo so che a tredici anni dovresti scegliere la scuola, a diciotto l'università, a ventidue il lavoro, il prima possibile l'anima gemella.. comunque è questo che è sbagliato non io che sono in ritardo. cioè sì, io sono in ritardo, direi ontologicamente in ritardo. però il punto è che sulla vita bisogna lavorarci tutta la vita. come si fa a dire: è il momento che tu scelga? e come si fa a dire che quella scelta è per sempre? come se a un certo punto ci fosse una data di scadenza. ovviamente ci sono cose che scadono, per vivere però non è mai troppo tardi. spero. io ho venticinque anni -anche se non ne dimostro più di ventiquattro giuro- ma sento di aver appena conquistato il diritto di esistere.