nel trattempo il mio blog ha compiuto un anno.purtroppo non è ancora abbastanza autonomo per aggiornarsi da solo (ma almeno non devo star qui tutti i giorni a cambiargli il pannolino, è già qualcosa) per cui ultimamente, in mia assenza, giace un po' inerte. un momentaneo, breve, cambio di dimora mi ha reso priva di mezzi informatici, basterà a disintossicarmi? ne dubito, tant'è vero che vado mendicando computer a destra e a manca. anime pie mi concedono l'uso dei loro sofisticatissimi portatili "così puoi aggiornare il blog!", persone che mi vogliono bene, non c'è dubbio, disposte a sedersi da una parte e lasciarmi a giocare con una tastiera sconosciuta. ma non è così semplice.. un post non viene fuori in dieci minuti, non a comando. non i miei almeno, non sono una professionista. no, scrivere per me non potrebbe mai essere una professione, nè tanto meno la considero una passione, tutt'altro. perchè scrivere per me non è nè facile nè piacevole. non-ricordo-chi la definiva una pratica igienica.. ah ecco! me lo può dire goooooogle: italo svevo! molto bene, che bella cosa internet eh? vabbè, dicevo? sì, il mio rapporto con la scrittura. ma anche chissenefrega.
dunque?
parlo di politica? no, non me la sento.
sennò potrei raccontare qualcosa. tipo che l'altro giorno un signore mi ha fermata per strada parlandomi in latino.. sennò.. è che di parlare di me non mi va. sarà il periodo, sarà che ormai mi legge troppa gente che conosce la mia faccia, non so, non mi va, non mi pare abbia senso. non che l'abbia mai avuto eh, però succedeva, ed era bello scrivere qua sopra. ora ho più voglia di chiacchierate, di scrivere lettere semmai. più ancora avrei voglia di restare in silenzio, di esibirmi in un totale, corporeo, comunicativo silenzio. e chi riesce a capire capisca, e del resto non importa.
